Van Gogh e la natura nelle mani di Dio

 

Van Gogh – Sulla soglia dell’Eternità è un film che riflette profondamente sulla pittura e il suo rapporto con la natura. Per van Gogh Dio è natura e la natura è bellezza, uno splendore spontaneo, vero, in cui ritrovare la serenità.

In una delle scene più introspettive di Van Gogh – Sulla soglia dell’Eternità in uscita il 3 gennaio, il genio folle ha un colloquio con un prete (probabilmente il suo alter ego immaginario, la sua vocazione alla religione materializzata) che gli chiede se ha mai provato rabbia nella sua vita. Il pittore risponde con un sorriso inquieto che sì, gli è capitato di provare rabbia e che quando la percepisce, esce a passeggiare nei campi per guarire: “Poso lo sguardo su un filo d’erba o sul ramo di un albero di fichi per calmarmi”.

Per Van Gogh la natura è la diretta espressione di Dio e per avvicinarsi al Creatore, lui si immerge totalmente nella natura attraverso i suoi quadri. Infatti, dedica diverse serie di opere raffiguranti cipressi, da lui definiti belli come “obelischi egiziani”, campi di grano, girasoli. È nella rappresentazione della natura che l’artista restituisce a Dio il talento che ha ricevuto.

Dio è natura e la natura è bellezza

Il film si concentra proprio sulle riflessioni circa l’opera di Van Gogh piuttosto che sulle vicende biografiche ormai conosciute da tutti. Quello che interessava al regista, Julian Schnabel, era un approccio diverso e originale, una narrazione che si soffermasse maggiormente sull’aspetto pittorico senza darlo per scontato.

La messa in scena del rapporto particolare di Van Gogh con la natura, accompagna lo spettatore in una immersione nei luoghi resi immortali dai suoi capolavori. Grazie all’interpretazione di Willem Dafoe (ha vinto la Coppa Volpi per questo ruolo) rivive lo stupore quasi infantile del pittore olandese per la natura. La cinepresa sembra nuotare fra i campi di grano alto, i girasoli “ripresi come se fossero persone” e le linee dei promontori francesi, grazie alla splendida fotografia di Delhomme.

Van Gogh si distende sulla terra, la raccoglie e se la passa sul viso, sulla bocca. Vuole accorciare qualsiasi distanza fisica con la natura per avvicinarsi il più possibile a Dio, alla bellezza. Ogni mattina, si carica il cavalletto con la tela in spalla e comincia il suo girovagare per le colline di Arles. Osserva tutto, si lascia accarezzare dai fili d’erba, dalle foglie, finché non trova un particolare stupore in un groviglio di radici. Lì si siede e comincia a dipingere il mistero del creato.

L’amore per la natura nel suo avvicinamento a Dio, non lo lascia neanche quando è rinchiuso negli ospedali psichiatrici. Il suo famoso capolavoro Notte stellata lo dipinge proprio guardando il panorama attraverso le sbarre del manicomio di Saint-Rémy-de-Provence.

Questo è lo spirito di devozione che attraversa Van Gogh – Sulla soglia dell’Eternità dal 3 gennaio nelle sale cinematografiche. Un profondo legame fra il pittore e Dio attraverso la natura e la sua rappresentazione, in cui ogni pennellata è una mano tesa verso il Cielo.

2018-12-27T08:05:44+00:00