Un attore sensazionale: Willem Dafoe e il suo Van Gogh

 

Con la sua interpretazione del Van Gogh di Schnabel, Willem Dafoe ha ottenuto una Coppa Volpi e una nomination ai Golden Globe. Tutto merito della sua grande capacità di immedesimazione, che lo conferma tra gli attori più grandi del nostro tempo.

Willem Dafoe è un attore straordinario. Per chi ancora non credesse a quello che è quasi un dato di fatto, il consiglio è di ammirare la sua splendida interpretazione in Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità, l’ultimo capolavoro di Julian Schnabel in uscita nelle sale italiane il prossimo 3 gennaio per Lucky Red. L’attore americano impersona infatti uno dei più grandi maestri di tutta la storia dell’arte con un’intensità che lascia a tratti esterrefatti e che gli ha permesso di aggiudicarsi la prestigiosa Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile all’ultimo Festival di Venezia nonché una nomination ai Golden Globe come miglior attore in un film drammatico.

Da Cristo a Van Gogh

Bisogna ammettere che Dafoe non è certo nuovo a performance di grande vigore espressivo, basti ricordare tra le tante quella dell’agente speciale Alan Ward in Mississippi Burning – Le radici dell’odio o quella di un discusso e atipico Gesù in L’ultima tentazione di Cristo. L’aspetto che però colpisce nel suo Van Gogh è la capacità incredibile di riuscire a dedicarsi completamente al personaggio, tanto da spingerlo a imparare a dipingere per poter ancora di più entrare in contatto – sul piano fisico, emotivo e istintivo – con le tele che ha personalmente tentato di riprodurre. Un approccio intelligente e creativo che riesce così a dare vita sullo schermo a qualcosa di veramente nuovo.

Una fonte d’ispirazione

“Penso che molti di noi siano convinti di sapere molto su Van Gogh. Ma non è vero. Più leggevo, più lo sentivo come una fonte di ispirazione. Sono rimasto particolarmente colpito da tutto quello che scriveva nelle sue lettere”. Lo studio da parte di Dafoe della vita del pittore olandese è stato certosino e appassionato. Da queste sue dichiarazioni si evince infatti come sia avvenuto l’“incontro” tra i due. Per poter entrare dentro al personaggio e donargli qualcosa di unico e vitale, ciò che lo ha maggiormente stimolato è stato sicuramente quel senso di mistero che ha aleggiato attorno all’animo inquieto di Van Gogh per buona parte della sua esistenza.

Il farsi trascinare emotivamente dalle vicende della vita del maestro di Zundert è stato dunque uno dei motivi principali per cui Dafoe è riuscito a far scaturire una interpretazione magistrale.

 

Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità, dal 3 gennaio nei cinema italiani, deve molto al suo protagonista: senza dubbio uno dei più grandi e strepitosi attori del nostro tempo.

2018-12-27T08:05:02+00:00
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