I fratelli Van Gogh: due vite, un solo destino

 

Nel nuovo film Van Gogh – Sulla soglia dell’Eternità dal 3 gennaio al cinema, il racconto dell’ultimo periodo della vita del pittore diventa anche la storia del fratello Theo. Due esistenze legate non solo dal sangue ma anche dalla passione per l’arte.

Vincent van Gogh era il primo di cinque fratelli ma solo con uno di loro, il piccolo Theodorus, chiamato semplicemente Theo, stabilisce un legame sempre più profondo e simbiotico. Tanto che dopo la morte di Vincent, Theo lo raggiunge nella tomba appena sei mesi dopo, impazzito dal dolore. Grazie a questo amore fraterno, gli storici dell’arte sono riusciti a ricostruire in modo dettagliato la vita del pittore olandese, date le numerose lettere che Vincent ha scritto a Theo (668 per l’esattezza).

Due facce della stessa medaglia: Vincent il pittore e Theo il mercante d’arte

In Van Gogh – Sulla soglia dell’Eternità in uscita il 3 gennaio, accanto alla figura di Van Gogh (interpretato da Willem Dafoe) non può mancare quella del fedele fratello Theo (interpretato da Rupert Friend) che si alternano agli occhi dello spettatore come lati di una stessa personalità.

L’incarnazione di due diverse facce della stessa medaglia, si nota già dai differenti risultati che ha avuto l’identica passione per l’arte: Vincent è un pittore, quindi produce arte; Theo è un mercante d’opere, quindi riconosce l’arte e la diffonde. Si tratta del duplice aspetto fondamentale sul quale si costruisce tutto il mondo dell’arte: la realizzazione dell’opera e la sua condivisione.

Nonostante il fratello minore abbia maturato molta esperienza nei mercati d’arte parigini (i più importanti dell’epoca), non riuscì mai a vendere i capolavori di Vincent. Un paradosso che solo i posteri hanno potuto cogliere. Ai contemporanei, infatti, non piacevano le opere di Van Gogh, le trovavano brutte e senza valore.

Nella seconda parte del film, quando Vincent torna momentaneamente a Parigi per vivere con Theo prima di trasferirsi ad Auvers-sur-Oise, la sua angoscia e frustrazione si manifesta in queste parole:
«Penso che non mi importi più niente di quello che pensano gli altri ma mi importa quello che pensi tu, Theo. Dimmelo, voglio sapere la verità. Sono un bravo pittore?».

L’unico vero amore di Vincent van Gogh

Theo fu il primo a incoraggiare Vincent a concentrarsi sulla pittura perché riconobbe in lui un talento straordinario. Nonostante si sposò ed ebbe un figlio, non smise mai di sostenere economicamente il fratello e di credere nel valore della sua arte. Ogni volta che Vincent finiva in ospedale o aveva dei guai, Theo era pronto ad affrontare anche 24 ore di viaggio senza soste pur di raggiungere il fratello maggiore ovunque si trovasse.

Erano nati a tre anni di distanza ma il loro rapporto era paragonabile a quello gemellare, si capivano profondamente e trovavano pace e sostegno solo l’uno nell’altro. Oltre che il sangue, sembravano condividere lo spirito, infatti Theo fu contagiato dalla follia di Vincent e finì i suoi giorni in un ospedale psichiatrico.

Van Gogh – Sulla soglia dell’Eternità dal 3 gennaio nelle sale, racconta anche dell’unica vera storia d’amore corrisposto che ebbe il famoso pittore: quella di amore fraterno.

2018-12-27T08:11:36+00:00
AL CINEMA
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